NECROPOLI
SA PALA LARGA
Trailer sui lavori effettuati a Pala Larga nel 2021 dal Comune di Bonorva con la direzione scientifica della Soprintendenza
(video di Ennio Solinas)
Il parco Mariani, nel territorio di Bonorva, è stato eletto per il popolamento umano a partire dal Neolitico, e circa settanta sono le aree di interesse archeologico censite al suo interno. Tra queste spicca per importanza la Necropoli di Sa Pala Larga - o Aidu ‘e Santos -, posta su un ampio versante scosceso.
La necropoli è composta da dodici tombe del tipo
a domus de janas (V-III millennio a.C.).
Le prime cinque tombe della necropoli furono scoperte
intorno alla metà degli anni ‘90,
purtroppo dopo alcuni danni operati da un mezzo meccanico.
Vennero tutte scavate, tranne la Tomba I, che non sembrava
agibile. Le altre tombe vennero individuate nel 2007
e, tra queste, venne subito indagata la Tomba VII,
con le sue straordinarie decorazioni dipinte.
Nel 2021 sono stati riavviati i lavori. Le operazioni si sono concentrate in particolare sulla Tomba I.
Il riutilizzo in età storica è stato confermato da una sistemazione dell’anticella dove, al di sopra del piano pavimentale originario, venne collocato un lastricato e soprattutto dalla presenza di due decorazioni sovradipinte alle pitture rosse del neolitico con probabili figure di volatili e altri motivi ondulati.
La situazione emersa con lo scavo è superiore ad ogni aspettativa: sono stati messi in luce il dromos monumentale, con una serie di coppelle votive, l’anticella con decorazioni scolpite e dipinte, la cella principale che riproduce l’interno di una casa, con la riproduzione nel soffitto di un ambiente a doppio spiovente, con pilastro decorato, focolare centrale, numerose decorazioni scolpite, incise e dipinte, tra cui un meraviglioso pannello composto da almeno cinque spirali incise. L’ipogeo conta altre sei celle; in tre di queste sono presenti ulteriori decorazioni. Accanto all’ingresso principale è inoltre scolpito un letto funerario, con ricchezza di dettagli.
Nel corso degli ultimi lavori sono state riportate in luce anche altre due tombe. La Tomba II, molto rovinata, ha rivelato in una cella laterale la presenza di un piccolo lacerto di spirale incisa, portando a quattro il numero totale di tombe decorate della necropoli. La Tomba III o tomba del pilastro con le spirali, di ridotte dimensioni ma con un eccezionale apparato decorativo. Questa piccola tomba è costituita da un dromos, una piccola anticella con portello di accesso al vano principale sormontato da triplici corna del tipo a barca e da tre spirali incise per lato; la cella principale ha sviluppo trasversale (5 m x 3 m). Al centro, un pilastro a sezione rettangolare riccamente decorato con un bassorilievo che rappresenta una protome bovina dal muso triangolare, eseguita con tecnica naturalistica, con occhi e orecchie in rilievo e le corna che si prolungano fino a interessare il soffitto. Dalla base della protome si diparte una fascia dalla quale hanno origine due spirali incise per lato. Ai lati del motivo centrale si trovano altre spirali concatenate tra loro, quattro per ciascun lato. All’interno della domus de janas è presente un’altra piccola protome stilizzata e tracce di colore rosso che dovevano campire tutte le pareti, come illustrato nella ricostruzione grafica.
La Tomba VII, o Tomba delle Spirali e della Scacchiera, è una delle più raffinate testimonianze artistiche dell’ipogeismo sardo, quasi interamente dipinta.
La Tomba è preceduta da un corridoio o dromos, munito di banconi laterali; il vano 0, a sviluppo trasversale, ha al centro una fossetta quadrangolare con coppella centrale; segue i1 vano 1, quadrangolare e interamente dipinto; da qui si entra nell’ambiente principale della tomba, il vano 2, che doveva essere dedicato ai rituali funerari. Ai lati dell’ingresso sono presenti gli unici simboli magico-religiosi scolpiti della tomba: due coppie di corna del tipo a barca. Si resta meravigliati per il verismo con cui sono resi il focolare e la copertura a doppio spiovente: la trave centrale sembra un tronco nodoso e i travetti laterali appaiono come imbarcati dal peso del tetto! Ma i simboli dipinti più interessanti si trovano nelle cellette laterali, che erano destinate alle deposizioni funerarie: nel vano 4 il soffitto reca un raro motivo a scacchiera; nel vano 3 sono presenti grandi spirali realizzate con l’ocra rossa, applicata direttamente con le mani, di cui si riconoscono distintamente non solo le ditate, ma addirittura le impronte digitali. I colori e forme sono incredibilmente vividi e ci proiettano istantaneamente nel pieno della religiosità preistorica.
Nel 2020 sono state effettuate verifiche strutturali dell’ipogeo e dello stato conservativo: il fattore più importante per la conservazione nel tempo delle superfici dipinte è il mantenimento della stabilità del microclima, motivo per il quale non è al momento possibile aprire la tomba al pubblico.
Per questo, considerate anche le difficoltà di raggiungimento del sito, si sta valutando di avviare il progetto di ricostruzione della tomba, con una replica in scala reale, similmente a quanto accade nei più importanti siti in grotta come Lascaux e Chauvet.
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CREDITS
- Testo a cura di Nadia Canu tratto da:
Bonorva, Sa Pala Larga
La Necropoli delle Spirali
in Archeologia Viva, n°210 novembre-dicembre 2021



