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SAS PRESONES

LE TERME ROMANE

Nel 2005 è stata condotta una campagna di scavo presso l’edificio di Sas Presones in località Cantaru Addes, nelle vicinanze del villaggio di Rebeccu dove, all’interno ed all’esterno di un edificio rurale, emergevano già da tempo dei resti di strutture di età romana di difficile interpretazione, comunemente conosciute come le “prigioni romane”.

Gli scavi hanno permesso di accertare che i resti sono pertinenti ad una struttura termale, collegata al passaggio della strada romana per Olbia, che attraversava la piana di Santa Lucia e, in questo punto, segnava il miglio 112 da Karales. Le terme servivano dunque un luogo di sosta e di passaggio. Nel vano 1 si conserva la volta a botte. Ben conservato anche il sistema di riscaldamento delle pareti, in tubazioni di terracotta, e i canali di drenaggio.

La particolarità di queste terme è che furono riutilizzati come suspensurae dei tronconi di cippi miliari: questi, di forma cilindrica, alti circa 60 cm, si ritrovano a cadenza regolare agli angoli dei lastroni della pavimentazione, mentre un miliare di forma rettangolare, recante l’iscrizione, è stato reimpiegato come lastrone. Tutti i miliari sono gravemente deteriorati e difficilmente leggibili: al momento sono state decifrate le iscrizioni di otto di essi, databili tra l’età di Galerio (305-311 d.C.) e di Costantino o Giuliano (360-363 d.C.).

CREDITS

  • Testo a cura della Dottoressa Nadia Canu, tratto dai pannelli della mostra a cura di Franco Campus, Nadia Canu e Giovanni Romano Salus per aquam. Le terme in età romana e nel territorio di Bonorva, Bonorva, Centro Servizi di S. Andrea Priu.

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