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LA CHIESA DI SANT'ANTONIO

La chiesa di Sant’Antonio da Padova nacque grazie

alla forte devozione religiosa di messere Bachisio Mura

e di sua moglie, donna Maria Mura Palmas, i quali destinarono parte

del loro patrimonio per la sua costruzione.

Il 14 ottobre 16751 avvenne la benedizione della prima pietra muraria

e della croce della chiesa da parte del curato Antoni Boe.

Come attestano i documenti d’archivio, la chiesa si trovava

inizialmente fuori dalle mura del paese e, solo dal 1725, al suo interno.

Le parti murarie dell’edificio furono completate nel 1687;

la consacrazione avvenne il 15 dicembre 1688.

La struttura architettonica, inizialmente, era a pianta rettangolare,

con un’unica navata e il presbiterio, anch’esso rettangolare.

Successivamente, si aggiunsero la sacrestia e le cappelle laterali. Attualmente la navata è divisa in due campate da archi a tutto sesto su pilastri addossati. La facciata presenta richiami gotico-catalani e richiama quella della chiesa parrocchiale, a eccezione della finestra rettangolare al posto del grande rosone e del portale architravato.

 

Il prospetto principale è costruito in cantoni di pietra ben squadrata con paraste angolari e una doppia cornice superiore. Il portale d'ingresso presenta due colonnine con fasciatura a spirale e capitelli fitomorfi reggenti un timpano affiancato da pinnacoli che raggiungono una cornice orizzontale costituita da una successione di archetti. Nella parte sinistra in posizione arretrata rispetto alla facciata, si erge una cella campanaria a base quadrangolare con una monofora per lato.

Nella parte superiore il cornicione è sormontato da acroteri a palla.

 

Il retablo della chiesa rappresenta l’opera più ragguardevole dal punto di vista artistico. I lavori furono condotti dal 1698 al 1707. Lo schema del retablo è costituito da scomparti: lateralmente ospita quattro dipinti; al centro due nicchie in cui accoglie sculture. Tuttavia, l’opera si presentava incompleta: mancava la doratura finale e i dipinti, conclusa nel 1732. Le opere pittoriche furono commissionate a un artista sassarese di cui non fu citato il nome.

 ]1] Die 14 de 8bre de 1675. Bonorva. Eo se Re.do Antoni Boe sacerdote et curadu de sa presente villa apo beneittu sa rughe et posta in su cabu de subra in su logu qui cumandat su santu rittu rumanu, giuntamente cun sa prima pedra et factu su asperges in totu su fundamentu de sa ecclesia invocazione Santu Antoni de Padua: qui gasi lu tenet su illustrissimu et Re.dissimu monsegnore turritanu fr don fra.u Gavinu Cattaina decretadu in su memoriale qui a petisione de Baquis Mura et Maria Mura Palmas tenet factu petisione a sa segnoria sua, qlì.le cerimonia tengio factu cun sa asistensia de su Re.de Juantoni de Sogos, su Re.de Lenardu de Ruda , su Re.de Simone Faedda, Su Re.de Salvatore Honeddu, et ateros meda de sos bonos et principales, de plebea de sa presente villa totu cun sa decenzia et devosione devida et su rittu romanu cumandat, de su qui in su disvenidu constet actuo, su die et annu sus ditu et firmo de propria manu mia. Boe curadu.”

 

 

BIBLIOGRAFIA

 -    Marruncheddu T., Bonorva, La villa che visse due volte, Edizioni della Torre, Cagliari 2014;

 -    Mura S., Bonorva, Editrice il Torchietto, Ozieri 1999.

SITOGRAFIA

 -    www.sardegnacultura.it

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